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teatro

Laboratorio giuridico-teatrale per la parità e contro la violenza di genere

Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina, in collaborazione con Elsa Messina, ha promosso un progetto di «Laboratorio giuridico-teatrale per la parità e contro la violenza di genere», che si rivolge agli studenti, al personale amministrativo ed ai docenti di tutti i Dipartimento dell’Ateneo di Messina. Per gli studenti la frequenza, a titolo gratuito, dà diritto al riconoscimento di n. 6 CFU, quale attività formativa universitaria libera o a scelta.
Coordinatrice del Laboratorio: prof.ssa Giusi Sorrenti
Interpello per la partecipazione - Bando docenza - Bando Tutor

Lo svolgimento del Laboratorio è stato affidato a professionisti del settore artistico-teatrale, selezionati tramite bando pubblico: il dott. Salvo Presti e la dott.ssa Cristiana Minasi.
Venerdì 10 aprile, alle ore 18,30, nel cortile interno della sede centrale dell'Ateneo (piazza Pugliatti), ai piedi della scalinata, si è tenuto un incontro preliminare e conoscitivo con i registi/attori, allo scopo di concordare il calendario degli incontri didattici. Avviso

Tutor di laboratorio è la dott.ssa Maria Cristina Spartà, mariacristina.sparta@gmail.com.

Salvo Presti, laureato in Lettere e filosofia all’Università di Messina e specializzato in Ermeneutica e Scienze della letteratura presso La Sapienza di Roma, ha anche conseguito il diploma di Giornalismo e Comunicazioni sociali presso Università Pontificia Angelicum di Roma ed il PHD presso Università di Messina in Discipline storiche filosofiche e simboliche. Si è occupato di regia nel settore culturale della Rai/DSE (Dipartimento Scuola Educazione e Videosapere) e Rai Educational ed è stato regista di varie opere visive: il documentario “Cecafumo” sulla storia del quartiere di Cinecittà, i cortometraggi “Arsura” liberamente ispirato alla novella “Canta l’Epistola” di Luigi Pirandello e “Forse perché eravamo gli ultimi”, i docufilm “Dopo Questo Esilio” e “RicorDanze” e il noto film documentario “Luce verticale - Rosario Livatino. Il martirio”. È stato anche assistente di produzione nel film “Io sono Tony Scott” di Franco Maresco e direttore artistico de Il Circuito del Mito, iniziativa dell'Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana.

Cristiana Minasi è regista, attrice, drammaturga e pedagoga teatrale. Dottoressa di Ricerca in Scienze Cognitive, laureata in Giurisprudenza e avvocata, sviluppa una ricerca interdisciplinare tra teatro, diritto e scienze cognitive, con attenzione ai contesti educativi e sociali. Attiva presso il DAMS dell’Università di Messina, unisce ricerca, pratica scenica e impegno civile, affrontando temi come giustizia, marginalità, identità e diritti nel teatro contemporaneo italiano. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Scenario per Ustica, il Premio In-Box, il Premio Internazionale T. Pomodoro, il Premio I Teatri del Sacro, il Premio Forever Young, il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro, il Premio Adolfo Celi e il Premio “Laureate dell’Università di Messina. Esperienze e successi”.

L’attività laboratoriale mira a fornire agli studenti strumenti per indagare i plurimi e cumulativi percorsi – giuridico-normativo e culturale-linguistico, ma anche educativo-pedagogico, etc. – idonei a comprendere le difficoltà che ostacolano l’eguaglianza effettiva tra i sessi. In particolare, essa mira a decifrare la complessità della violenza di genere, nelle dinamiche in cui si innesca e nelle sue varie e concrete manifestazioni.

L’attività formativa consiste nel fornire, attraverso la metodologia dei processi creativi, gli strumenti per conoscere e comprendere il linguaggio, le pratiche, le strategie e le dinamiche delle arti performative. Il Laboratorio nasce dalla necessità di superare l’analisi puramente normativa, nella constatazione della stratificazione delle modalità con cui la violenza si manifesta – nei conflitti quotidiani e nelle contraddizioni sociali – richiedendo un approccio interdisciplinare, che coniughi diritto, filosofia, letteratura e teatro.

La scelta dell’attività laboratoriale interattiva e basata sul coinvolgimento esperienziale degli studenti, mira a fornire ai partecipanti strumenti per indagare i plurimi e cumulativi percorsi – giuridico-normativo e culturale-linguistico, ma anche educativo-pedagogico, etc. – idonei a comprendere le difficoltà che ostacolano l’eguaglianza effettiva tra i sessi. In particolare, essa mira a decifrare la complessità della violenza di genere, nelle dinamiche in cui si innesca e nelle sue varie e concrete manifestazioni.

Il percorso si fonda su un approccio partecipativo che alterna momenti di teoria, scrittura, lettura e drammatizzazione. L’impianto è interdisciplinare e intreccia saperi diversi con una costante attenzione alla complessità del reale, alle zone grigie e alle dinamiche che caratterizzano le relazioni sociali e la violenza di genere. Ci si attende che questa modalità favorisca la capacità di leggere le situazioni nella loro interezza e che stimoli lo sviluppo di competenze trasversali come empatia, comunicazione ascolto e analisi critica. Il lavoro culminerà nella produzione e preparazione di materiali scritti scenici utilizzabili per una performance teatrale.
Il Comitato scientifico è composto dalle Proff.sse G. Sorrenti, F. Pellegrino.

Durata
50 ore: 12 ore di preparazione teorica propedeutica e 38 ore di Laboratorio, da svolgersi nell’arco di 4 mesi (marzo/giugno 2026).

L’apprendimento, nei suoi primi rudimenti, del linguaggio teatrale, consolidato durante le prove e sperimentato nella concretezza della rappresentazione finale mira a favorire la capacità di leggere le situazioni nella loro interezza e a stimolare lo sviluppo di competenze trasversali come empatia, comunicazione, ascolto e analisi critica. La fase propedeutica alla rappresentazione culminerà nella produzione e preparazione di materiali scritti scenici utilizzabili per la performance teatrale.
Verranno applicate le tecniche di lavoro teatrale che insistono sulla presenza scenica, la consapevolezza corporea, l’abilità espressiva, l’acquisizione delle basi delle competenze interpretative e di recitazione.
È previsto l’utilizzo di testi scenici, tratti da opere preesistenti e/o rielaborati al fine di rendere al meglio percepibili i percorsi e la complessità del fenomeno della violenza di genere e suggerire agli stessi attori ed ai fruitori dello spettacolo possibili strategie di intervento e di evoluzione socio-culturale.

In scena
Estate 2026, anche con repliche successive.

Rappresentazione teatrale finale

A conclusione di un percorso didattico in forma laboratoriale, è prevista la preparazione e la messa in scena di una “Rappresentazione teatrale”, con la finalità di sperimentare scenicamente le difficoltà che ostacolano l’eguaglianza effettiva tra i sessi e di interpretare la complessità della violenza di genere, nelle dinamiche in cui si innesca e nelle sue varie e concrete manifestazioni.
La Rappresentazione sarà offerta al pubblico nell’estate 2026, privilegiando la partecipazione, quali spettatori, degli studenti delle scuole superiori, come principali destinatari dell’opera di sensibilizzazione culturale sui temi della violenza di genere.