Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina, in collaborazione con Elsa Messina, ha promosso un progetto di «Laboratorio giuridico-teatrale per la parità e contro la violenza di genere».
Il Laboratorio si rivolge agli studenti, al personale amministrativo ed ai docenti di tutti i Dipartimento dell’Ateneo di Messina. Per gli studenti la frequenza, a titolo gratuito, dà diritto al riconoscimento di n. 6 CFU, quale attività formativa universitaria libera o a scelta.
Coordinatrice del Laboratorio: prof.ssa Giusi Sorrenti
L’attività laboratoriale mira a fornire agli studenti strumenti per indagare i plurimi e cumulativi percorsi – giuridico-normativo e culturale-linguistico, ma anche educativo-pedagogico, etc. – idonei a comprendere le difficoltà che ostacolano l’eguaglianza effettiva tra i sessi. In particolare, essa mira a decifrare la complessità della violenza di genere, nelle dinamiche in cui si innesca e nelle sue varie e concrete manifestazioni.
L’attività formativa consiste nel fornire, attraverso la metodologia dei processi creativi, gli strumenti per conoscere e comprendere il linguaggio, le pratiche, le strategie e le dinamiche delle arti performative. Il Laboratorio nasce dalla necessità di superare l’analisi puramente normativa, nella constatazione della stratificazione delle modalità con cui la violenza si manifesta – nei conflitti quotidiani e nelle contraddizioni sociali – richiedendo un approccio interdisciplinare, che coniughi diritto, filosofia, letteratura e teatro.
La scelta dell’attività laboratoriale interattiva e basata sul coinvolgimento esperienziale degli studenti, mira a fornire ai partecipanti strumenti per indagare i plurimi e cumulativi percorsi – giuridico-normativo e culturale-linguistico, ma anche educativo-pedagogico, etc. – idonei a comprendere le difficoltà che ostacolano l’eguaglianza effettiva tra i sessi. In particolare, essa mira a decifrare la complessità della violenza di genere, nelle dinamiche in cui si innesca e nelle sue varie e concrete manifestazioni.
Il percorso si fonda su un approccio partecipativo che alterna momenti di teoria, scrittura, lettura e drammatizzazione. L’impianto è interdisciplinare e intreccia saperi diversi con una costante attenzione alla complessità del reale, alle zone grigie e alle dinamiche che caratterizzano le relazioni sociali e la violenza di genere. Ci si attende che questa modalità favorisca la capacità di leggere le situazioni nella loro interezza e che stimoli lo sviluppo di competenze trasversali come empatia, comunicazione ascolto e analisi critica. Il lavoro culminerà nella produzione e preparazione di materiali scritti scenici utilizzabili per una performance teatrale.
Durata
50 ore: 12 ore di preparazione teorica propedeutica e 38 ore di Laboratorio, da svolgersi nell’arco di 6 mesi (marzo/giugno 2026).
A conclusione di un percorso didattico in forma laboratoriale, è prevista la preparazione e la messa in scena di una “Rappresentazione teatrale”, con la finalità di sperimentare scenicamente le difficoltà che ostacolano l’eguaglianza effettiva tra i sessi e di interpretare la complessità della violenza di genere, nelle dinamiche in cui si innesca e nelle sue varie e concrete manifestazioni.
La Rappresentazione sarà offerta al pubblico nell’estate 2026, privilegiando la partecipazione, quali spettatori, degli studenti delle scuole superiori, come principali destinatari dell’opera di sensibilizzazione culturale sui temi della violenza di genere.
L’apprendimento, nei suoi primi rudimenti, del linguaggio teatrale, consolidato durante le prove e sperimentato nella concretezza della rappresentazione finale mira a favorire la capacità di leggere le situazioni nella loro interezza e a stimolare lo sviluppo di competenze trasversali come empatia, comunicazione, ascolto e analisi critica. La fase propedeutica alla rappresentazione culminerà nella produzione e preparazione di materiali scritti scenici utilizzabili per la performance teatrale.
Verranno applicate le tecniche di lavoro teatrale che insistono sulla presenza scenica, la consapevolezza corporea, l’abilità espressiva, l’acquisizione delle basi delle competenze interpretative e di recitazione.
È previsto l’utilizzo di testi scenici, tratti da opere preesistenti e/o rielaborati al fine di rendere al meglio percepibili i percorsi e la complessità del fenomeno della violenza di genere e suggerire agli stessi attori ed ai fruitori dello spettacolo possibili strategie di intervento e di evoluzione socio-culturale.
In scena
Estate 2026, anche con repliche successive.